La statua di S. Antonio di Giovanni d'Amore

Pubblicato il 9 gennaio 2026 alle ore 17:48

GENNARO D'AMORE E LA SETTECENTESCA STATUA DI SANT'ANTONIO IN SAN GIORGIO MORGETO

ARTICOLO DI GIOVANNI RUSSO IN "L'ALBA DELLA PIANA" - MAGGIO 2013

La città di San Giorgio conserva, nel proprio patrimonio culturale, testimonianze religiose di un importante passato. Accanto ad opere rappresentanti una semplice devozione popolare, convivono veri e propri gioielli artistici, spesso poco valorizzati per la scarsa visibilità. È il caso di ricordare qui, particolarmente, la statua di San Giacomo, per la quale una polizza di pagamento di un compimento di 110 ducati, del 28 marzo 1685, pubblicata dall'amico Eduardo Nappi, assegnava la paternità allo scultore Vincenzo Ardia(1)

Qui, invece, è il caso della scultura lignea di Sant'Antonio di Padova, opera del 1736, realizzata dallo scultore campano Gennaro D'Amore per il costo di ducati 45, proveniente dalla primitiva ed omonima chiesa, al cui interno vi era un sepolcro gentilizio della famiglia Celano.

L'opera del D'Amore si con serva, tuttora, situata sopra l'altare di quella attuale, ricostruita dal Cav. Giovan Francesco Ammen dolea, alla cui nobile famiglia è stato devoluto il Patronato, secondo l'assunto del Cangemi(2).

La statua, pregevole per fattura, ma cui un arbitrario restauro del 1983, ad opera di tal G. Sorrenti, ne ha impoverito il valore, venne così indicata dal Cangemi: "Avvi in essa una bellissima statua dell'Eroe di Padova, S. Antonio"

Della stessa, fino ad oggi, non si conoscevano notizie storiche ben definite e criticamente accertate. Solo grazie ad una serie di riferimenti documentali che si conservano presso la Biblioteca Comunale di Polistena e l'Archivio di Stato di Napoli, oggi noi possiamo svelarne la paternità. La committenza dell'opera, voluta dalla Chiesa di S. Antonio (il cui procuratore era D. Antonino Giovinazzo), è avvenuta per il tramite del Marchese di San Giorgio,Giovanni Domenico Milano che, comesi sa, risiedendo principalmente a Napoli, non mancò di prestarsi nel favorire, relativamente all'arte, le sue città calabresi(3).

Alcune registrazioni su libri conta bili della Contadoria di Polistena non mancano di informarci circa le spese sostenute per l'acquisto e per il trasporto, da Napoli a Gioia e da Gioia a San Giorgio, della statua e della bara processionale, con sua indoratura, realizzata sempre a Napoli. Crediamo possa trattarsi non della base della statua, bensì di una artistica bara processionale intagliata, oggi non più in uso, il cui costo fu di 34 ducati. Detta bara potrebbe essere, oggi, in dotazione di qualche al- tra chiesa o addirittura distrutta. Le varie spese per il trasporto furono sostenute presso i padroni di barche palmesi: Orazio Tigani e Antonino Nigrello.

Queste le registrazioni nel Giornale(4) di Lettera C :

F. 91 : 17 Nov. 1736 : V.ble Cappella di S. Antonio di Padova di S. Giorgio deve [ducati] 14 pagati p.[er] nolito della di lui statua fatta venire da Napoli s.[opr]a la barca di P[adro]n Orazio Tigani di Palmi nella marina di Gioija uno p.[er] il D. Giuseppe Jerace Percettore... D. 14;

F. 93 : 9 X.bre [Dicembre] 1736 (Spese di Cassa in Napoli) : - Per inpiciare la cassa della statua di S. Antonio di Padova, ed incerata...D. 1.25; - Per carta e spago p.[er] detta Statua...D. 0.03; - P. porto di d.[etta] statua alla dogana e poi alla barca...D. 0. 50; - Regalo alli soldati p.[er] non aprire la cassa...D. 0. 20; Ven.bil. Chiesa di S. Antonio di Padova di S. Giorgio deve [Ducati] venticinque a complim.[ento]di [Ducati] 45 spesi in Napoli p.[er] il lavoro della nuova statua d'esso Santo stante li [ducati] 20 furono pag[a]ti p[ri]ma dal D. Giuseppe Fortunato di Napoli àchi son stati abbonati in Li. B.fol. 156 uno p[er] esso Fortunato... D. 25.

Ulteriori spese per l'acquisto di una pianeta, di due tonicelle di damasco, di un apparato di fiori e candelieri, nonchè anticipo e saldo della statua, pedagna ed altro, furono così registrati nel foglio: "Venerabile Chiesa di S. Antonio di Padova in San Giorgio Deve" :

F. 41: A 4 Agosto [1736]: ... [ducati] 41. 50 p.[er] presso d'una pianeta e due tonicelle di damasco fatte venire da Nap.[oli] p.[er]serv.[izi]o di d[ett]a Chiesa ... uno per ilD. G. Fortunato... [ducati] 41.50; Ad[etto] ... [ducati] 8.85 p.[er] pr.[ezz]o di un apparato di fiori, e candelieri prov[vis]ti p.[er] d.[ett]a Chiesa... [du- cati] 8.85; A d.[etto] : [ducati] 20 pag[a]ti all'artefice p. conto della statua del sud.[detto] Santo che stà fabbricando... [ducati] 20; A d[etto] : [ducati] 0.50 spesi p.[er] il nolo di d[ett]e toni celle uno p.[er] spese di cassa... [duca ti]... 0. 50; A 21 Nov. : ... [ducati] 25 pag.[ati] a compl.[imento] della sud. statua lavorata in Napoli uno p.[er] il D. G. Fortunato... [ducati] 25; A d.[etto] : ...[ducati] 7 p. indoratura della pedagna d'essa statua ... [ducati] 7; A d.[etto]: [ducati] 25 p.[er] spese occorse di portatura ed altro...[ducati] 2.65.

 

Ancora nel Libro Maestro di Lettera B(5):

F. 156 : A 15 X.bre [1736] ... [Ducati] 25 a complim[ento] del lavoro della statua di S. Antonio di Padova di S.Giorgio stante li [ducati] 20 furono pag.[a]ti di s.[opr]a all'artefice vagliano in chiesa d'esso santo... [ducati] 25; a d[etto] ... [ducati] 7 pag.[ati] p.[er] in- doratura della pedagna d'essa statua in Napoli ut supra...[ducati] 7: a d[etto] :... [ducati] 2.65 pag.[ati] cioè gr[ana] 90 p.[er] porto d'essa statua dalli Geralmini a S. Lucia; [ducati] 1.25 p.[er] incerata et impiciatura della cassa e gr[ana] 50 p.[er] porto dal Palazzo sino alla dogana e poi alla barca ... [ducati] 2. 65;

F. 226 : A 21 Nov. 1736 : ... [ducati] 14 pag[a]ti a P[adro]n Oratio Tigani di Palmi nolito della statua di S. Antonio di Padova portata da Napoli nella marina di Gioija u.no nella Cappella di esso Santo... [ducati] 14;

F. 233 : A 7 maggio 1737: [Ducati] 10 Pag.[a]ti a P[adro]n Antonino Nigrello di Palmi per nolito della bara della statua di S. Antonio di Padova di San Giorgio che portò da Napoli u.no in Ven.ble Chiesa d'esso Santo...-D. 10;

F. 245 : A 15 Maggio 1737 : ..[ducati] 34 per spesa fatta p[er] la bara della statua di S. Ant. di Padova di S. Giorgio u.no in Chiesa d'esso S.[an]to...[ducati] 34;

F. 263 : A 8 Dic. 1737 : [ducati] 8 : 18 : 7 pag[a]ti da d. Ant[oni]no Giovinazzo Procurat[o]re della Chiesa di S.Ant. di Padova di S. Giorgio p. saldo di quanto dovea p. la statua ed altro uno inessa Chiesa...[ducati] 8: 18: 7.

Altri due importanti riferimenti documentali, del 1736, conservati nell'Archivio napoletano, inerenti la statua del D'amore, così recitano:

-"Pag.ti a M.ro Gen. di Amore d.[ucati] 5 de contante a complim. di d.[ucati] 25 ed in conto delli d.[ucati] 45 per il prezzo convenuto d'una statua di S. Antonio che sta facendo p. servizio di S.A....d. 5" (6) ;

"Pag.ti al sud.° Gen. d'Amore d. 20 per lo B.[an]co del Salvatore : dissi in nome e parte di S. Alt. il Sig.r March.se di S. Giorgio a comp. di d. 45 atteso li mancantino d. 25 ricevè di contanti; e tutti detti d. 45 sono per saldo e final pagamento di una statua di S. Ant. col Bambino in braccia, e piede stallo, o sia pedagna fatta da esso Genn. p. serv.° di S.A. il Sig. M.[ar]chese di S. Giorgio. Restando con tal pagamento interamente soddisfatto per detta causa" (7)

Degno di alta considerazione, Gennaro D'Amore, occupa un posto di spicco nella scultura napoletana del Settecento, anche perché allievo di Giacomo Colombo(8). Così di lui l'Orlandi(9)

Attivo soprattutto in Campania, lavorò molto per la realizzazione di statue lignee di carattere religioso che raggiunsero gran parte delle Province del Regno di Napoli. Fra le sue molteplici opere, vanno ricordate, particolarmente: il busto ligneo raffigurante San Vincenzo Ferreri, opera del 1737, conservata a Paternopoli (AV); la statua lignea dell'Immacolata Concezione, del 1763, di Piedimonte Matese (CE ); Altri suoi lavori, tra cui la statua della Vergine Addolorata per la Duchessa di

Monteleone (attuale Vibo Valentia) vengono così segnalati da Vincenzo Rizzo(10):

Doc. n. 18 : A Teodoro Ruggiero, Ducati 12 a Gennaro D'Amore scultore a compimento di ducati 42, prezzo di una Statua della Madonna del Rosario colla sua cassa di legno per mandarla fuori che benché terminata si conserva ancora nella sua Bottega, dove egli l'ha fatta (A.S.B.N., Banco dello Spirito Santo, Giornale di Cassa, Matr. 1426, 23 marzo 1743, p. 516);

Doc. n. 19 : “a Vito Pertini, D.15 e per esso a Gennaro D’Amore scultore, e sono in conto di 50 ducati prezzo convenuto di una Statua intera a busto sano di palmi 5 e mezzo terminata di tutto punto della Vergine Addolorata, commessagli dalla Eccellentissima Duchessa di Monteleone, compreso la pe- dagna dorata e intagliata, dovendo detta statua portarsi in processione nelle solennità della Madonna (A.S.B.N., Banco del Popolo, Giornale di Cassa, matr. 1226, 14 Dicembre 1744, p.618) ;

Doc. n. 20 : "A Francesco Tartaglia, Ducati 10 a Gennaro D'Amore scultore a conto del prezzo della statua di S. Filippo Neri che in atto sta facendo per uso della chiesa di S. Biagio sita in Agnone (Salerno) e che deve essere di tutta bontà (A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di Cassa, Matr. 1188, 13 maggio 1748);

Doc. n. 21 : "A Giuseppe Manzo, Ducati 10 e per esso a Gennaro D'Amore Scultore di statue in legno, esserno conto di ducati 30, e per ladetta somma esso Gennaro si è obbligato di fare per i Patri Carmelitani Scalzi del loro convento di San Gen-naro sito nella Torre del Greco la statua di mezzo busto alta palmi 3 rappresentante l'effigie di Santa Teresa d'Avila ferita da un proporzionato Serafino e detta statua si obbliga esso Gennaro a trarla da una intiera che lui tiene fatta dal suo maestro Giacomo Colombo, col patto espresso che abbia a corrispondere di tutto al suo originale che rappresenta la santa e azione, e si obbliga finirla, colorirla e fornirla di tutti quei geroglifici necessari per consignarla perfetta" (A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di Cassa, Matr. 1213, 21 ottobre 1749, p. 229);

Doc. n. 22 : "A D. Paolo de Firmis, Ducati 84 a Gennaro D'Amore, Scultore di questa città, a compimento di ducati 150, essendosi detto Gennaro obbligato far per il mese di ottobre 1760 un lavoro di scultura rappresentante la statua della Beatissima Vergine del Carmine di altezza palmi 5 e mezzo, col Bambino in braccia, mezza luna, e nuvole sotto i piedi ed intagli con figure rappresentanti l'Anime del Purgatorio con le fiamme, e al lato della Vergine, un'altra statua rappresentante San Simone Stock in atto di adorazione, d'altezza al naturale, e situare detto lavoro sopra la pedagna, liscia scorniciata, con quattro cartocci di intaglio alli 4 lati di tutta perfezione, e giusta la regola dell'Arte, giusta il disegno a tale effetto fatto da osservarsi ed approvarsi dal Regio Tavolario il signor Don Gennaro Papa Tavola- rio del S. R. C. e similmente pittare, miniare e far indorare la detta scultura. (A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di Cassa, Matr. 1453, 25 giugno 1761);

Doc. n. 23: "A D. Pasquale Amalfi D. 19, 4, 17. E per esso a D. Gennaro D'Amore scultore in legno di questa città di Napoli, e detti D. 19, 4, 17 unitamente con tre grana 3 di contanti che fanno la summa di D. 20, che da esso se li pagano per caparra, ed a conto di D. 60 intero e stabilito prezzo di una statua di legno che deve farli rappresentante la SS. Madre di Dio Assunta in cielo della proporzione di palmi sei di altezza, oltre le nubi al di sotto con quattro teste di putti, e sua pedagna, o sia basetta indorata a similitudine del modello in piccolo di creta già fattone la quale statua con le dette nuvole, e sue teste di putti debba essere eseguita e terminata di tutta bontà con tutte le regole d'arte, e colla maggiore perfezione, e pulizia, che si richiede in tali lavori, e di miglior perfezione del suddetto modello già fattone, con esser tenuto detto d'Amore di consigliargli [Sic!] detta statua compita, e perfezionata come sopra collo giro o sia diadema di ottone, o rame inargentato dentro una cassa di legno bene accomodata a sue spese per potersi trasportare nel luogo dove bisogna, ed il tutto siccome sta convenuto nell'albarano firmato a 27 caduto, e dato a conservar a Notar Michele Ferrajolo" (A.S.B.N., Banco dello Spirito Santo, Giornale di cassa, Matr. 1753, 18 luglio 1760, fol. 773).

Al D'Amore, inoltre, viene attribuita la statua di S. Michele Arcangelo, ope ra del 1741, che si conserva in Gioia Sannitica, come pure quella di San Gennaro, del 1746 circa, collocata nella Chiesa di San Giovanni Battista di San Basile (CS)(11). Crediamo che questa prima parte di opere del D'Amore sia sufficiente a collocarlo nella schiera di artisti napoletani dotati di gran qualità estetica.  

Sarebbe opportuno, vi sto il valore dell'autore, che la statua di S. Antonio di San Giorgio Morgeto venisse sottoposta ad un rigo-roso restauro che restituisse i colori e la bellezza originari.

 

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IL RESTAURO E' STATO REALIZZATO NEL 2025 E LA STATUA E' STATA RESTITUITA NELLA SUA BELLEZZA ORIGINARIA

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Note:

1 E. NAPPI, "Ricerche sul '600 napoletano. Catalogo delle pubblicazioni edite dal 1883 al 1990, riguardanti le opere di architetti, pittori, scultori, marmorari ed intagliatori per i seconi XVI e XVIII, pagate tramite gli antichi banchi pubblici napoletani", Numero monografico di "Ricerchesul '600 napoletano". Milano 1992, p. 115.

2 D. CANGEMI, Monografia di S. Giorgio Morgeto : ovvero Cenni storici, archeologici, etnografici. Reggio Calabria : Stab. Tip. Ditta Luigi Ceruso fu Gius., 1886, p. 86.

3 G. RUSSO, Polistena nelle immagini di ieri. Palermo : Priulla, 1985, pp. 175-177, doc. n. 1: Contratto di committenza dell'altare di marmo del Sacro Monte di Pietà eretto nell'antica Chiesa Madre nel 1729 e distrutto dal terremoto del 1783. Questo è uno dei tanti esempi di commit- tenza artistica dei Milano.

4 BIBLIOTECA COMUNALE POLISTENA, Fondo Milano, n. Provv. 10 : Giornale del Libro Maestro segnato di Lettera B, intitolato Debitori e Creditori 1735…

5 BIBLIOTECA COMUNALE POLISTENA, Fondo Milano, N. Provv. 5: Libro Maestro segnato Lettera B intitolato Debitori e Cre- ditori di S.A.S. il Sig. D. Gio. Dom.co Mlano...

6 A.S.N., Fondo Milano-Riario Sforza, Serie Milano, Fasc. n. 215, f. 496, Esito del 30 ottobre 1736.

7 A.S.N., Fondo Milano-Riario Sforza, Serie Milano, Fasc. n. 215, f. 497, Esito del 6 ottobre 1736.

8 V. RIZZO, Scultori napoletani tra sei e settecento : Documenti e personalità inedite (1691-1806), in ANTOLOGIA DI BELLE ARTI, diretta da Alvar Gonzales Palacios, Federico Zeri e Giuliano Briganti, Torino, N.S., nn. 25-26, 1985, p. 27.

9 FRA PELLEGRINO ANTONIO ORLANDI, Abecedario Pittorico dei pro- fessori più illustri in pittura, scultura, e ar- chitettura... Firenze 1788, Supplemento, p. 1334.

10 V. RIZZO, Scultori Napoletani... op. cit., p. 29.

11 Cfr. G. G. BORRELLI, Scheda 51, in P. LEONE DE CASTRIS (a cura di), Sculture in legno in Calabria dal Medioevo al Sette-cento, Catalogo della mostra (Altomonte, 30 luglio 2008 - 31 gennaio 2009), Napol  2009, p. 246.